Grott 30 - Palazzo Trentini

Grott 30 – Palazzo Trentini

L’arte di Cirillo Grott (1960 – 1990)

S’intitola Grott 30. L’arte di Cirillo Grott (1960 – 1990) la mostra con cui la Presidenza del Consiglio della Provincia di Trento ha voluto ricordare l’artista trentino a trent’anni dalla sua prematura scomparsa ripercorrendo i trent’anni del suo ciclo d’artista.
La mostra di Palazzo Trentini (14 febbraio – 7 marzo 2020) traccia un percorso espositivo per raccontare l’artista restituendo il sapore, la forza, il colore delle sue stagioni.
Nato a Folgaria nel 1937 e vissuto a Guardia, Cirillo Grott era scultore, pittore, poeta. Era un artista totale dalla produzione febbrile. Negli anni ’50 frequenta l’Istituto d’Arte di Ortisei, nei ’60 è allievo di Pericle Fazzini all’Accademia di Belle Arti di Roma. Va poi a “bottega” di scultura in Svizzera, a Losanna. Arriva rapidamente la stagione espositiva. Da allora sono state tantissime le mostre personali e collettive in Italia e all’estero, numerosi e prestigiosi i premi vinti, e molte le commissioni da parte di soggetti istituzionali. Le sue opere si trovano in collezioni e spazi pubblici e privati e in diversi musei a Milano, Salisburgo, ecc. E, naturalmente, nel suo amato Trentino, dove è voluto restare perché era da questa terra, la sua terra, che traeva la linfa creativa. E dove ha fondato, nel 1977, la Casa Museo Cirillo Grott con l’intenzione di aprire il suo studio al pubblico.
Come il bosco dietro casa a Guardia cambia i colori ed è verde e poi giallo e poi marrone ed è sempre lo stesso bosco anche quando la tenerezza delle foglie cede il passo alla ruvidezza dei rami secchi, così Cirillo nelle sue stagioni di uomo e d’artista ha usato tavolozze diverse, materiali e strumenti diversi, creando forme diverse nei più svariati linguaggi espressivi, non tradendosi mai. Nella selezione delle opere in mostra (42 sculture e 25 dipinti), accanto a quelle già molto note, si è deciso di presentarne alcune poco conosciute. Insomma, a trent’anni dalla sua scomparsa, Cirillo ci fa vedere e ci racconta ancora cose nuove.
La mostra è articolata in due sezioni. “Una stagione all’inferno” raccoglie le opere che Cirillo Grott ha dedicato ai temi della guerra e della violenza. La forte ispirazione civile dell’artista lo ha spinto a raccontare col legno anche le tragedie di Longarone e di Stava, perché non sono solo le guerre a portare l’inferno in terra. Le stagioni di Grott conoscono anche i colori della primavera. La seconda sezione, intitolata “Le stagioni della bellezza e della speranza” presenta grandi sculture a soggetto femminile, nudi per lo più. Eros ha la meglio su thanatos. E’ il 1967 quando scolpisce nel legno di melo la Ragazza che si spoglia, un’opera alta 2metri e 20, imponente e leggerissima. Sembra una Dafne che si libera della sua prigione di legno con una torsione dinamica che non si trova nelle altre signore in mostra come la Ballerina, La dama o il Torso di donna mutilo e acefalo. Più ieratiche e più sapienti, queste sculture rappresentano la pluralità di tecniche che rende Cirillo Grott un artista sempre nuovo e non standardizzabile.
Ed è sempre in questa sezione che è stata collocata La regina, la star della mostra. Un busto femminile scolpito nell’acero che ricorda la Nefertiti del Neues Museum di Berlino. E’ un capolavoro, La regina. Cirillo Grott ci ha lavorato per quattro anni: ne valeva la pena. Dal suo scalpello è nata la Nefertiti di Guardia che non ha niente da invidiare alla sua sorella berlinese.
La mostra dedica anche spazio alla pittura di Grott. Troppo spesso messa in ombra dalla maestria dello scultore meritava un primo piano. Dai dipinti in esposizione arriveranno altre sorprese. Quello di Grott è il profilo di un artista che ci ha lasciato un patrimonio prezioso dove c’è ancora molto da scoprire.
Una mostra da non perdere.

GROTT 30
L’arte di Cirillo Grott (1960-1990)

14 febbraio – 7 marzo 2020
a cura di Tiziana Gazzini e Florian Grott

Palazzo Trentini
Via Manci, 27
Trento
lunedì – venerdì | 9.30 – 18.30
sabato | 8.30 – 12.00